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Salute e Sicurezza sul Lavoro - Medicina del Lavoro - HACCP - Formazione - Privacy - Qualità

OBBLIGO Green pass - bisognerà presentare il green pass per accedere a ristoranti al chiuso, palestre, piscine, centri termali e altri luoghi dove c'è il rischio di assembramento, come cinema, teatri, sale da concerto, stadi o palazzetti sportivi. Il green pass è necessario anche per eventi, convegni e congressi.

La sanzione potrà essere comminata sia al cittadino che al gestore del locale o per l'organizzatore responsabile degli ingressi e varia dai 400 ai 1.000 euro. Agli esercenti spetta effettuare i controlli tramite l’app“VerificaC19” sviluppata dal ministero della Salute e già disponibile sulle piattaforme. In caso di ripetute violazioni (almeno tre volte in giorni diversi) si potrebbe anche andare incontro a una chiusura dell'esercizio da 1 a 10 giorni.

 

Il controllo del possesso e della validità del Green pass verrà effettuato dagli  esercenti attraverso l'app VerificaC19sviluppata dal ministero della Salute attraverso Sogei. 
Tale applicazione consente di verificare l’autenticità e la validità delle certificazioni senza la necessità di avere una connessione internet (offline) e senza memorizzare informazioni personali sul dispositivo del verificatore.

In sostanza l'app legge il QR Code, ne estrae le informazioni e procede con il controllo del sigillo elettronico qualificato, verificando inoltre che la Certificazione sia valida. L'app VerificaC19 a questo punto mostra il nome, il cognome e la data di nascita dell’intestatario del Green pass: basta un documento di identità per controllare la corrispondenza dei dati anagrafici presenti nel documento con quelli visualizzati dall’App.
(quindi non dati sensibili)
l Green pass non risulterà valido se non sono ancora passati 14 giorni dalla somministrazione della prima dose di vaccino. Oppure, ancora, se il pass è scaduto o se la persona in possesso del Green pass è positiva al covid. In quest'ultimo caso il pass sarà immediatamente ritirato.
Chi mostra un certificato falso in palestra, al cinema, in aeroporto o altro luogo in cui obbligatorio potrebbe incorrere anche dell’accusa di Falso a seguito della denuncia da parte delle Autorità predisposte al controllo: in questo caso, oltre alla  multa stabilita dal decreto Draghi, si rischia un processo penale. E ciò in analogia a quanto stabilito dal governo riguardo alle false dichiarazioni rese nelle autocertificazioni rilasciate alle autorità di Pubblica sicurezza.
Nel nostro ordinamento le ipotesi di  “falso” sono molteplici e previste agli articoli 476, 477, 479, 480, 481, 482, 489, e 491-bis del Codice penale. Le pene previste - tra cui la detenzione - potrebbero essere applicate anche a coloro che, tramite un certificato vaccinale falso o scaduto, affrontano viaggi all’estero o in Italia o partecipano ad eventi sportivi e cerimonie.
La severità del legislatore non deve stupire: falsificando il green pass non solo viene violata una norma stabilita da un decreto legge (nello specifico il n. 65 del 18 maggio 2021) ma, cosa ben più grave, si mette a rischio la salute pubblica.
Tra i reati che si possono commettere con green pass falso troviamo, a seconda delle ipotesi e del giudizio del pm:
  • falsità materiale commessa da un privato (articolo 482 del Codice penale)
  • falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri (articoli 495 del Codice penale)

GREEN PASS E QR-CODE A RISCHIO!

GREEN PASS E QR-CODE A RISCHIO!
Pericoloso mettere sui social il Qr-Code del green pass, l’allarme del Garante Privacy
Intervento di Guido Scorza, Componente del Garante per la protezione dei dati personali
(Agenda Digitale, 24 giugno 2021)
Con l’arrivo dei primi green pass nelle nostre mani cominciano a comparire sui social le immagini dei primi QR-code che chi lo ha ricevuto esibisce trionfalmente.
E’ una pessima idea.
Perché è pericoloso condividere sui social i qr-code dei green pass
Quel QR-code è una miniera di dati personali invisibili a occhio nudo ma leggibili da chiunque avesse voglia di farsi i fatti nostri.
Chi siamo, se e quando ci siamo vaccinati, quante dosi abbiamo fatto, il tipo di vaccino, se abbiamo avuto il Covid e quando, se abbiamo fatto un tampone, quando e il suo esito e tanto di più.
Il QR-code in questione deve essere esclusivamente esibito alle forze dell’ordine e a chi è autorizzato dalla legge a chiedercelo per l’esercizio delle attività per le quali la legge ne prevede l’esibizione e deve essere letto esclusivamente attraverso l’apposita APP di Governo che garantisce che il verificatore veda solo se abbiamo o non abbiamo il green pass e non anche tutte le altre informazioni e, soprattutto, non conservi nulla.
Ogni uso diverso è pericoloso per sé e per gli altri.
Per sé perché si lascia in giro per il web una scia di propri dati personali per di più sanitari che chiunque potrebbe utilizzare per finalità malevole. Ad esempio per desumere che la persona ha patologie incompatibili con la vaccinazione o è contraria al vaccino. E di qui negare impieghi stagionali, tenere lontani da un certo luogo, insomma per varie forme di discriminazione. O anche per fare truffe mirate o per fare profilazione commerciale. Immaginiamo la possibilità che questi dati finiscano in un database venduto e vendibile.
Ma anche questa prassi potrebbe facilitare la circolazione di QR-Code falsi che frustrerebbero l’obiettivo circolazione sicura perseguito con i green pass.
Siamo tutti avvisati. Resistiamo alla tentazione. Esibire la soddisfazione di avere il greenpass è davvero una pessima idea. Se proprio non sappiamo farne a meno, limitiamoci a condividere con il mondo la notizia, senza l’immagine dell’agognato QR-Code.

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COVID-19 GESTIONE DEL RISCHIO

COVID-19 GESTIONE DEL RISCHIO
RICOMINCIAMO INSIEME?
Con il nostro supporto riusciremo a ripartire in sicurezza....
COME?
in ogni azienda:
  • TASK FORCE (DL-RSPP-RLS-MC)
  • REDAZIONE PROTOCOLLO ANTI CONTAGIO
  • COMITATO DI VERIFICA
  • INFORMAZIONE E FORMAZIONE AI LAVORATORI
OBIETTIVO?
cercare tutte le possibili soluzioni che consentano all'azienda di proteggere e tutelare la forza lavoro ma, anche se stessa.
Il   PROTOCOLLO sara' redatto calandoci nella realta'operativa di ogni singola azienda;
IL   COMITATO TECNICO  controllerà',verificherà' l'attuazione del protocollo e aggiornerà' esso ,quando lo riterrà' opportuno;
COVID 19 possiamo definirlo un   RISCHIO ESOGENO,esterno all'azienda che inevitabilmente obbliga   IL DATORE DI LAVORO  a modificare le procedure organizzative, operative,strutturali.....   DEVE GESTIRE UN RISCHIO NUOVO!
MD SICUREZZA SRLS  si impegna ad affiancare il   DATORE DI LAVORO  per orientare i lavoratori ad affrontare l'emergenza dovuta al
NUOVO SARS COV 2  avvalendosi delle evidenze scientifiche attualmente disponibili e delle fonti ufficiali  di informazione e aggiornamento, nonché' formarli sulle corrette prassi e procedure per minimizzare il rischio di contagio.
Il corso che proponiamo ha una durata di 4 ore, valide come aggiornamento PERIODICO,per mezzo di videoconferenza sincrona o auto apprendimento.
UN BUON DATORE DI LAVORO DEVE SEMPRE ATTUARE TUTTO CIO' CHE TUTELA LA SALUTE DEL LAVORATORE,PRINCIPIO DI RANGO COSTITUZIONALE ART 32 E' DECLINATO ALL'ART 2087 C.C.
IL LAVORATORE HA DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO ALLA SALUTE,EVENTUALMENTE CAGIONATA DA AZIONI O OMISSIONI DEL DTL.
QUINDI?
ONERE IN CAPO AL DATORE DI LAVORO DIMOSTRARE DI AVER ADOTTATO TUTTE LE CAUTELE NECESSARIE AD IMPEDIRE IL VERIFICARSI DEL DANNO....OGGI, CONTAGIO!
DOBBIAMO IN SINERGIA LIMITARE IL DIFFONDERSI DI QUESTO NEMICO INVISIBILE,COVID 19......   NOI SIAMO PRONTI!
VOI?

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